C’è chi fotografa la moda come si compila un catalogo. C’è chi la abita come se fosse uno spettacolo di varietà in cui le modelle sono acrobate, le luci sono riflettori, e il set è sempre sul punto di prendere fuoco. Ellen von Unwerth appartiene alla seconda categoria, ed è per questo che la sua retrospettiva a Maastricht vale il viaggio — anche solo per capire cosa significa avere un occhio che non si è mai fatto addomesticare.
My Circus è in scena al Fotomuseum aan het Vrijthof di Maastricht fino al 13 settembre 2026, con 160 fotografie che percorrono quarant’anni di carriera. Femminilità, moda, erotismo e giocosità sono i fili conduttori di immagini realizzate per Chanel, Dior, Guess, Victoria’s Secret e le maggiori riviste del mondo.
Il titolo non è metaforico. Prima di diventare fotografa — e prima ancora di essere stata modella per un decennio — von Unwerth ha lavorato per tre anni al Circo Roncalli di Monaco, come assistente del lanciatore di coltelli e del clown. Quella scuola di rischio e paillettes si legge ancora oggi in ogni frame: la tensione appena prima che qualcosa accada, la teatralità asciutta di chi sa che lo spettacolo deve continuare.
In mostra sfilano Naomi Campbell, Linda Evangelista, Kate Moss, Heidi Klum, Beyoncé, Madonna, Rihanna e RuPaul — una parata in cui l’haute couture gioca con i codici visivi del glam rock, senza chiedere permesso a nessuno. Al centro dell’esposizione, gli scatti intimi del primo libro Snaps (1994): meno glamour, più verità. Una riserva selvatica nel mezzo di un giardino curato.
Se esiste una domanda che la fotografia di moda dovrebbe farsi più spesso — chi decide come appare una donna? — Ellen von Unwerth ha risposto da quarant’anni con la stessa coerenza irritante: lei. Sempre lei.



